mer

25

ott

2017

Affitto

Affittare, non affittare oppure vendere. Questa è la domanda.

 

Se avete acquistato una casa per investimento, fermatevi qui. Dubito che andando oltre troverete concetti che vi potrebbero interessare.
Vedete, l'acquisto di una casa è un po' come il parto. Dopo lunghi mesi passati a cercare quella che fa al caso vostro, iniziano le procedure burocratiche e la parte dolorosa, svuotare un conto corrente oppure andare in banca a chiedere un mutuo. Congratulazioni, siete diventati genitori. Proprietari di un immobile di cui vi dovrete prendere cura e, periodicamente, investire altro denaro. Proprio come fanno genitori con i figli.
Come già sapete, la vita è piena di piani che non vanno a buon fine, di imprevisti e ostacoli. Cosa fare se, per qualsiasi motivo, dovete traslocare e lasciare la vostra bellissima casa con i vostri bellissimi mobili firmati?
Oltre a me conosco altre due persone nello stesso stabile, sul rogito considerato signorile, che si sono trovate nella stessa situazione. Tutte donne sulla trentina.
La scelta più razionale e logica per la quale un uomo credo non avrebbe alcun problema è affittare. Subito. Ecco, noi donne non siamo uomini. E i nostri cervelli, scientificamente stabilito, funzionano diversamente.
Le due donne che possedevano il mio stesso appartamento nello stesso stabile, hanno preferito chiuderlo. Una, per sette anni. L'altra, per due. Ora, avendo io una piccola parte razionale all'interno del mio cervello mi rendo conto che tenere casa chiusa per un periodo lungo rappresenta una follia. Dal punto di vista finanziario possiedi una casa che mensilmente ti riduce lo stipendio a causa del mutuo (per coloro che hanno il mutuo) e delle spese condominiali. In un condominio signorile non sono poche, credetemi.
Oltre alla antipatica questione del denaro, c'è un altro aspetto da considerare. Una casa lasciata vuota per più di un anno richiede pulizie. Non pensate che se chiudete la porta per quattro mesi, per esempio, non troverete polvere. Vi aspetterà e voi dovrete investire il vostro tempo nelle pulizie, oltre a pagare il mutuo, oltre a pagare il condominio.
Tranne nel caso in cui siete davvero benestanti, fidatevi di me, avete scelto strategia sbagliata.
E ora, arriviamo a me. Terza donna sulla trentina che si è trovata ad avere in mano casa bella e vuota.
Come forse avevo già accennato sopra, un anno di casa vuota non rappresenta alcun problema. Soprattutto se non siete schiavi di una banca. Vedete, per alcune donne la casa non è semplicemente un tetto sopra la testa con cianfrusaglie varie. La casa è sicurezza, è il nostro spazio e per una che è figlia unica come me, non abituata neanche a condividere la propria Barbie, figuratevi quanto avrei preso in considerazione di affittarla e fare entrare degli invasori, perfetti sconosciuti, nel mondo creato a mia immagine e somiglianza. (ovviamente giocavo con le Barbie a cinque, forse sei anni e non ora) Vedete, l'affitto è una forma di violenza. Rifletteteci per un istante.
Comunque, una parte di me nonostante esperienze catastrofiche che aveva sentito, ha deciso di provare, un po' per curiosità, un po' per fare un esperimento e logicamente anche per il denaro. I miei criteri con le persone sono alti e mi rendo conto ma, senza minimo sforzo sono riuscita a trovare due persone che mi sono piaciute. Non solo sono piaciute a me ma anche alla agenzia immobiliare che sei anni prima mi aveva venduto casa, facendo un ottimo lavoro. Questo ci tengo a dirlo.
Non entro nei dettagli dei miei diciotto mesi di locazione ma vi racconto come è finita, che cosa ho imparato e che cosa penso oggi degli affitti in generale.
Se siete alla prima esperienza, rivolgetevi ad un'agenzia perché non avete idea di quanta burocrazia dovrete affrontare. Non accettate il loro contratto standard e ricordatevi che siete voi il loro cliente principale e che siete voi a dettare le regole e il loro lavoro è di fare il vostro interesse. Non vi imbarcate in una esperienza che non conoscete concludendo l'affare in dieci giorni perché i potenziali inquilini hanno fretta. Problemi loro. Trovate un compromesso, negoziate. Non accettate in alcun modo di avere il canone di affitto e le spese condominiali separate perché vi toccherà a fine anno occuparvi del conguaglio. Cosa inutile quanto evitabile. Ovviamente sono tutte questioni di cui si potrebbe occupare l'agenzia ma vedete, se per far entrare due inquilini senza alcuna referenza vi hanno chiesto non poco denaro, vi chiederanno altri trecento euro annui per la gestione. Io forse avrei anche pagato ma la possibilità di questo servizio non mi è stata offerta. Un'altra cosa che assolutamente non dovete accettare è di lasciare le bollette a vostro nome. È un aspetto che vi costringerà ad avere continue comunicazioni con inquilini e vi creerà problemi nella fase della chiusura contrattuale.
La lista mobili fatela più dettagliata possibile specificando, per esempio, che il materasso in camera da letto non presenta macchie. Per ulteriore sicurezza fotografate tutto quello che avete sulla lista mobili in modo tale da evitare di sentirvi dire la tenda era così. La foto mostrerà l'incontrario.
Stabilite delle regole di comunicazione con gli inquilini. Io ero arrivata a farlo in quanto continuavano a lamentarsi con me anche della lampadina fulminata dentro l'ascensore. Insomma, ogni giorno o quasi avevano da scrivere e vi assicuro che in diciotto mesi di locazione la casa non aveva presentato il minimo problema. (la lampadina non riguardava la casa ma il condominio) Quindi, mettete i paletti. Mai dare il proprio numero di telefono. Fornite una mail che non sia la vostra principale e spiegate che ricevete mail negli orari di ufficio, per esempio. Dovete gestire gli inquilini riducendo al minimo il contatto con loro. Più siete in contatto e più aumenta la probabilità di dispute.
Arriviamo alla chiusura contrattuale. Altra cosa che l'agenzia si era evidentemente dimenticata di dirmi è che nella loro commissione non erano comprese le fasi finali. E il proprietario paga pure quelle. Il lato comico è che io ho pagato, ma, dato che nessuno in ufficio sopportava i miei inquilini, loro hanno avuto più vantaggio di me, però, questo credo sia stato un errore mio perché vedete, una cosa che nessuno mai vi dirà è che in quanto proprietari, nel momento in cui firmate il contratto, diventate voi la parte debole. Pensate che vi conviene discutere con persone che vi possono facilmente distruggere casa? Appunto.
Ho fatto un sopralluogo dell'immobile lunedì pomeriggio e apparentemente risultava in buono stato.
Cara mia agenzia immobiliare, non si consiglia al proprio cliente che potenzialmente potrebbe essere un'altra volta cliente nel caso decidesse di vendere, di fare sopralluogo prima della chiusura contrattuale in quanto tra un lunedì pomeriggio e un venerdì sera la casa può essere distrutta. Ed è quello che in parte è accaduto. Cara mia agenzia immobiliare, il codice civile italiano prevede trenta e ripeto, trenta, giorni di tempo durante i quali il proprietario ha diritto di verificare le reali condizioni della propria casa trattenendo la cauzione come garanzia. Credetemi, ha senso. Quando ho fatto sopralluogo con gli inquilini non ho avuto modo di fare una verifica dettagliata. Le verifiche vanno fatte con gli inquilini e per conto proprio durante i trenta giorni.
Arriviamo così al nostro ultimo appuntamento in agenzia per la consegna chiavi che i miei inquilini non volevano consegnare, oltre a non voler pagare le tasse per la chiusura anticipata del contratto. Tasse, per la legge italiana, a carico loro. Elegantemente, hanno chiesto a me di fare a metà. La metà di trenta euro. E si tratta di persone benestanti, credetemi. Hanno anche costretto l'impiegata della agenzia di aggiungere due frasi nel nostro accordo di chiusura. Io avevo visionato l'immobile e non potevo chiedere loro niente a livello finanziario perché non ho riscontrato danni, in più, hanno chiesto per iscritto di avere il residuo della cauzione quello stesso giorno. Ingenuamente, io ho firmato. Poco professionalmente, in agenzia sono rimasti in silenzio perché a loro non interessava fare i miei interessi ma al più presto liberarsi dei miei inquilini. Cosa che mi è stata apertamente comunicata. Insieme al fatto di non rivolgersi più a loro in quanto io non ero una persona con lo spirito dell'affitto. (su questo avevano ragione) Appena riavute le chiavi, sono andata a casa. La situazione non era come il giorno del sopralluogo. Se non avessi firmato quelle due frasi aggiunte alla fine, avrei fatto volentieri causa.
Ora, dopo tutto questo la domanda è, affitterei di nuovo? Non so. Sicuramente non pagherei un'agenzia. Questa è l'unica certezza che ho al momento. Oltre al fatto che non prenderei inquilini senza referenze verificabili e farei fare loro un colloquio. Per il resto, forse, in futuro potrei riaffittare. Unicamente a mie condizioni. Perché vedete, non vi fate ingannare dal mercato e dalle valutazioni degli agenti immobiliari. Dovete dare voi stessi il valore alla vostra casa. Una casa arredata con mobili costosi non può e non deve essere affittata allo stesso prezzo di una topaia senza mobili. Se avete da mangiare e siete senza grossi problemi finanziari, aspettate. Non agite di fretta. Studiate il quadro completo della situazione. Stabilite il prezzo voi e non abbassatelo perché vedete, i miei diciotto mesi di locazione sono stati estremamente stancanti dal punto di vista psicologico e anche stressanti. Che volete farci, ho scoperto di essere una persona iper sensibile. Ma, il denaro aiuta. Io avevo affittato casa decisamente al di sotto del suo valore perché volevo fidarmi degli inquilini e per me era più importante avere due persone che mi tenessero bene la casa rispetto a qualche soldo in più. Ora, farei tutto diversamente e sicuramente stabilirei una cifra che potrebbe abbassare il mio disagio, perché credetemi i soldi hanno potere. Eccome.
L'altra sera guardavo un Tedx molto interessante sul tema ansia. Se non sapete cosa sia un Tedx andate subito su Google a informarvi. Vi si aprirà un nuovo mondo, anzi, una nuova prospettiva. Ammetto di avere il problema della ansia e credetemi è un problema oltre che psicologico anche fisico. Olivia Remes, che affrontava il tema sul palco, ha citato lo scrittore Chesterton e un concetto che ha subito catturato la mia attenzione. Quello che vale la pena di fare è farlo male per la prima volta perché ti porta ad un'azione.
E più ci penso, più mi rendo conto che ha ragione. Fare, anche male, è anche più divertente che non fare. E davvero ti aiuta ad abbassare il livello di ansia.
Tornando al discorso degli affitti, perché avere paura di rimetterla sul mercato? Non ha senso. Intanto, sei tu in quanto proprietario a dettare le condizioni. La prima volta forse hai fatto male, la seconda probabilmente farai meglio.
Ma siccome io ho deciso di divertirmi e aumentare il mio raggio di azione, perché non provare anche a vendere? Attenzione, provare a vendere non significa necessariamente vendere e sicuramente non svendere. La vendita può essere un processo lungo ma intanto ci si porta avanti perché vedete il rapporto con la propria casa è un po' come il rapporto con vostro marito. Se l'amore finisce bisognerebbe divorziare e non ostinarsi a restare incastrati in una situazione solo perché ci fa sentire al sicuro.
Le case sono soltanto case e non possiamo lasciare che ci incastrano con la vecchia mentalità "è meglio investire nel mattone piuttosto che avere i soldi in banca". Ognuno di noi deve, dovrebbe, fare ciò che è giusto per la propria persona. Il che non necessariamente coincide con il parere degli altri. Ma gli altri sono soltanto altri. Noi dobbiamo pensare a che cosa vogliamo noi, a che cosa ci fa stare bene. E non lasciare che siano loro a decidere, perché anche imporsi nelle vite degli altri è un'altra forma di violenza. Non è rispetto. E noi vogliamo il rispetto, giusto?

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mer

03

mag

2017

Traghetti

Un po' di tempo fa, qualche settimana, si è diffusa la notizia che l'agenzia internazionale Frontex ha espresso dei dubbi sul corretto comportamento di alcune organizzazioni non governative impegnate nel salvataggio dei profughi che partono dalla Libia verso Italia. Non mi sono attaccato molto all'informazione. Le attività illegali, criminale e di quelle non etiche non ne parliamo, sono un fenomeno esteso. Una in più non provoca tanto interesse, anche se questa ha delle particolarità che danno una sottolineatura interessante. Poco tempo dopo l'argomento è diventato ogni presente e tutti si sono impegnati a dare il proprio giudizio sull'avvenuto. Per dire la verità, l'avvenuto non si conosce. Ci sono soltanto dei dubbi. Ha iniziato un procuratore generale che ha parlato delle possibili collusioni tra la malavita e le OnG. E' stato molto criticato perché le sue dichiarazioni non erano supportate. Niente prove, nemmeno un indagine in corso. Soltanto gli indizi.

 

Niente di strano, si potrebbe osservare. Siamo in Italia dove ai PM piace farsi notare dai media, dalla gente. Ho seguito le notizie, le trasmissioni con gli approfondimenti, ho ascoltato tante dichiarazioni pro e contro. Oggi, dopo aver raccolto quello che potevo, non capisco niente. La discussione è diventata italiana, cioè non si parla di argomento con i ragionamenti, ma si cerca di discriminare l'avversario. Quelli che difendono le OnG sono proprio maestri nel far cambiare il tema e portare il dibattito verso le visioni politiche sbagliate della controparte. Una delle principali è che i volontari salvano le vite umane e che quelli che pensano che ci sono delle mele marce vorrebbero far morire i profughi che finiscono nel mare. Che schifo!

 

C'è un fatto inconfondibile. Alcuni telegiornali hanno fatto vedere le posizioni di alcune navi di salvataggio. Molto curioso. Si trovano a poche miglia dal porto dal quale partano i scafisti con la loro merce umana. Basta fare qualche chilometro, scarichi il tuo carico e puoi tornare indietro a ricaricare. L'operazione ripetibile più volte al giorno. La qualità della imbarcazione c'entra poco perché il tragitto da percorrere è breve. Tutt'altra cosa è portare la merce fino alle coste italiane. Il dispendio del tempo e anche la richiesta di un natante molto migliore; è vero che se ne fregano degli altri, ma gli scafisti ci tengono alle proprie vite.

 

Io me la immagino così. Ogni profugo paga 2000 euro per l'attraversata. La metà di questo importo do al capitano della nave, che è unico con il quale tengo i rapporti. Lui decide dove va e sosta la nave e quest'ultimo è importante per me. Il capitano non è volontarie; per forza deve essere un professionista, pagato. Il capitano riempia le tasche e anche il mio guadagno cresce notevolmente. In più i rischi che corro sono molto minori. Una soluzione perfetta, almeno per me e per il comandante della nave. Nemmeno i profughi si lamentano. Prendono un comodo traghetto che gli porta in piena sicurezza verso la loro meta. Non posso sostenere con le prove che sia veramente così, ma ritengo che sia uno scenario plausibile.

 

Mi vengono dei dubbi quando sento quelli che negano con fermezza questo tipo di attività. Come uno può essere sicuro che non esiste un'attività criminale? Mica quelli che fanno queste cose mettono i post nei social media e si pubblicizzano intorno. Molte realtà illegali sono state scoperte dopo tantissimo tempo dal loro avvio. Quando uno dice che non esiste, mi viene l'idea che vuole proteggere qualcosa che non dovrebbe essere protetto. I fronti sono ben delineati e logici nelle sue alleanze, tranne un caso. Il giornale della Santa Sede ha sottolineato che le accuse non sono del tutto infondate. Strano che sono schierati con l'opposizione. Ancora più strano è che i vescovi italiani hanno una posizione opposta.

 

Una volta al bordo, i profughi devono essere sbarcati da qualche parte. Non possono trascorrere il resto della vita sul mare e occorre anche liberare lo spazio per quali che vengono domani. Dove li sbarchiamo? Cavolo, la costa più vicina è a poca distanza, proprio là da dove sono partiti. Non si può, dicono, ma non dicono perché. La nave si trova nelle acque territoriali libiche. Credo abbia permesso di stare là, se no la loro presenza sarebbe una cosa illegale. Perché non possono attraccare per scaricare la gente alla quale hanno salvato la vita? Visto che non si può, la nave si indirizza verso nord. Prima terra che si incontra è Malta. Chiedo permesso di sbarcare gli esuli, ma questo non viene mai accordato. Ma la Malta non rispetta le leggi internazionali e quelle europee? Oppure  non c'è niente da rispettare, anche se a noi vendono una verità opposta. Così si procede verso Italia e noi con le braccia aperte accogliamo questa folla che va ad aggiungersi a quella arrivata ieri, l'altro ieri e così via. Siamo stupidi, o non siamo stupidi, questa è la domanda che mi pongo. Se siamo stupidi è perdonabile. Dio ci ha fatti così e qui non si può fare niente. Se non siamo stupidi allora è grave. In questa ipotesi Dio non c'entra niente.

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gio

10

nov

2016

Trumpate

Ieri c'era l'anniversario della caduta del muro di Berlino. Per aggiunger il significato a questa data si è associato un altro evento: Donald Trump è diventato quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti. Stamattina si già raccontavano le barzellette sul nostro nuovo eroe. In una, quella più accattivante, si dice che lui è un razzista è la prova è che appena arrivato a Casa Bianca abbia tolto il posto di lavoro ad un nero. Questa barza può essere inserita nel genere umorismo nero (questa è la mia aggiunta). Non so se la battuta è stata inventata sulla nostra penisola oppure ci è arrivata da oltreoceano, ma è forte. La maggioranza dei mei colleghi in ufficio e i miei amici è sconvolta dall'avvenuto, in modo negativo. Vedono un futuro nero (non ho capito perché, visto che il presidente adesso è bianco). Lo stesso vale anche per i nostri personaggi pubblici, cioè politici, giornalisti e altri protagonisti dalla nostra realtà.

 

Io, al contrario, sono proprio contento della scelta che gli Americani hanno adoperato. Conosco poche persone che condividono il mio pensiero, ma ci sono. Lo scontro elettorale maschio – femmina era inusualmente ferocie, almeno per lo stato più potente del mondo. I contendenti si sono scambiati delle offese, senza risparmiarsi. Ma il nostro maschio vincente era un po' offensivo anche verso gli soggetti esterni, quelli che da ieri dovrà governare. Si riferiva spesso alle donne e alle minoranze presenti sul territorio in un modo aspro. Molte cose erano dette e fatte anche nel lontano passato, ma sono state scavate ai scopi di annientamento del candidato repubblicano. Lo accusavano per le offese, offendendolo in modo ancora peggiore. Il problema è che quando offendi un candidato che è stato eletto nelle primarie, offendi contemporaneamente anche tutti coloro che lo supportano; più o meno mezz'America.

 

A supporto della femmina che voleva presidiare il governo si sono messi molti vip. Tra coloro sporge, almeno per me, l'attore Robert de Niro. Sporge per la sua fama e per livello offensivo al quale si è rialzato per esprimere il proprio oddio verso Donald. Dire di quest'ultimo che è peggio di un cane e di un maiale, non è una cosa molto bella. Parla più di lui, che del oggetto del suo scarico adrenalinico. Si rivolgeva a Trump, ma anche a tutti color che volevano votarlo. Gli aveva detto indirettamente che sono stupidi, senza cervello e che il livello della loro intelligenza è bassissimo. La prova è che votano per quel idiota. Non credo che qualche di quelli che volevano votare Trump abbia cambiato idea. Probabilmente si è convinto ancora di più sulla propria scelta.

 

Ma lo scopo di questi discorsi non dovrebbe essere di convincere gli avversari di cambiare l'idea e di votare l'altra parte? Mi sembra l'unica logica con cui si potrebbe interpretare un intervento pubblico. Faccio fatica a comprendere che la squadra democratica poteva commettere questi errori. L'intervento di De Niro non era unico con questo tipo. Cosa dire della bassezza raggiunta da Madonna che offriva certi servizi ai maschietti che votavano la Clinton (anche se devo ammettere che la sua proposta poteva attirare qualche sostenitore di Trump a cambiare la squadra). Tutto orchestrato da un posto centrale dai democratici. Più oddio e cuore che cervello, e cervello in questi casi conta. Perdoniamoli perché queste cose succedono anche da noi, molto frequentemente. Cari, cercate di ricordarvi che offendendo un avversario politico offendete anche tutti i cittadini che pensano come lui. E in democrazia è legittimo pensare diversamente; basta rispettare anche il pensiero degli altri.

 

La vittoria di Trump, attaccato anche del suo stesso partito (anche questo gli ha aiutato a vincere), mostra chiaramente che la gente è nauseata dall'attuale classe politica, dalle oligarchie che governano e che hanno perso ogni contatto con la realtà, con la vita quotidiana sempre più difficile di coloro che sono base della società. La base produttiva. Tutti altri vivono sulla loro fatica producendo soldi dai soldi, senza passare per qualcosa che veramente serve all'uomo. La politica di oggi, un po' in tutto il mondo, è a servizio delle banche, delle società multinazionali e dei poteri forti. Noi che non contiamo niente, ma che siamo una maggioranza assoluta, siamo fuori dei loro pensieri. Interessante è considerare che altri come noi, sempre sulla metà come numero, votano dall'altra parte. A volte mi chiedo perché? Si illudono di far parte di quell'altro mondo, al quale effettivamente non appartengono. E' piacevole sentirsi in forza ma da una grande delusione scoprire che le cose non sono fatte come sembrano.

 

Adesso ci rimane a vedere se Donald farà quello che prometteva. Io sono scettico. Prima di tutto lui è uno di loro, un magnate. Pertanto i suoi interessi sono molto più vicina a coloro che  appartenetemene combatte. Dovrebbe esser veramente un personaggio grande per andare contro i propri interessi, ma a faccia non mi sembra. Una quasi prova che le cose non stanno come sembra sono i mercati finanziari ed il mercato delle valute, cioè forex al quale ultimamente mi sono avvicinato. Dopo qualche ora sembrava che crollerà  tutti il sistema, ma in giornata si è ribaltato tutto l'impianto. Tutte le borse positive e il dollaro cresce alla grande. E qualcuno mi vuole convincere che questa barzelletta è seria. Ma fattemi piacere, qui non cambia niente!

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ven

27

mag

2016

Bramosia

Non è facile definire il senso della bramosia visto che l'avidità umana a volte riesce a raggiungere dei livelli inimmaginabili. Chi può essere definito come una persona avida? Lui che desidera la felicità, più soldi, una villa con la piscina a pochi passi dal mare o una macchina di lusso? Con l'avanzare dell'età cominciamo a capire meglio i valori veri della vita, ma per poter fare lo stesso giudizio anche da giovani occorre avere dei fondamenti giusti; la casa si costruisce dalle fondamenta e non dal tetto.

 

C'era una volta il re Mida. Era un figlio adottivo e regnava la regione di Frigia. Vive in una palazzo enorme, circondato con le ricchezze immense e coccolato dalla servitù. Era ricchissimo, ma considerava il suo tesoro principale la sua figlia Zoe. In un'occasione gli è stato offerto di scegliere un qualsiasi dono. E visto che aveva quasi tutto, ha chiesto di poter trasformare qualsiasi cosa in oro con un semplice tocco della mano. In poco tempo tutto attorno a lui è diventato oro puro, ma questa sua capacità aveva degli inconvenienti. Non mangiava più; appena toccava una mela, questa diventava d'oro. Per la stessa ragione non riusciva nemmeno a bere. Era sempre più da solo. Ed un giorno è venuta la sua figlia, il suo tesoro più prezioso, che gli si è buttata nel abbraccio e all'istante diventata d'oro. Per sempre sono rimasti immobili il suo ultimo sorriso e le mani nella posizioni dell'ultimo abbraccio.

 

L'uomo è pronto di essere il re Mida? Anche per un giorno solo? Di perdere le cose che ama di più per una cosa che ha un valore soltanto apparente? E perché? Per il desiderio di trasformare tutto in oro, oppure perché non si accontenta di quello che ha ma desidera di avere sempre di più? Una volta esistevano i castelli meravigliosi, ed oggi ci sono delle ville che provocano l'invidia. Le ville con i dettagli allucinanti, soltanto per attirare l'attenzione e per far parlare di loro. Tale villa con la piscina ed un giardino enorme e curato e la Ferrari parcheggiata nel box sono la sostanza ed il succo della vita?

 

A volte le persone non sono nemmeno coscienti del fatto  che sono infetti della bramosia. Cercando di avere sempre di più entrano nella vortice dell'imprudenza, negligenza e insolenza. Davanti ad una vetrina di un negozio con i giocatoli: papà, voglio questa nuova bambola! Si, ho già una decina di bambole, ma questa ha i capelli rossi e l'abito nero. Qui inizia il ruolo dell'educazione dei genitori. Si figlia mia, te la compro, e la risposta più semplice perché evita le ulteriori discussioni e le sforzo necessario di spiegare i valori base. E la figli già domani vorrà un'altra bambola. Perché può essere apparentemente costoso spiegare che ha già 10 bambole e che ci sono delle bambine che non hanno nemmeno una, o forse non hanno da magiara.

Raramente si trovano le persone avide tra coloro che possiedono poco, perché quello che hanno apprezzano, rispettano e difendono con la propria esistenza. Ma la bramosia è ambigua e come un ladro ti aspetta dietro l'angolo, per tentarti nelle situazioni più diverse. E quando aspetti di meno, ti prende, ti affascina, ti porta sulla strada sbagliata. E così sul palcoscenico della vita ti inginocchi davanti a questo vizio, senza nemmeno accorgerti che sei finito nella trappola. Diventi una persona nuova, diversa. Ma se stai attento, potrai stare sul palcoscenico in piedi, eretto. Tu sarai quello che tiene la chiave, le porte si apriranno con un sorriso, soltanto per te.

 

L'avidità proviene dall'antichità, perché con la nascita del uomo, nasce anche il bene ed il male (comunque da non trascurare anche l'influenza dell'ambiente circostante). Noi tutti commettiamo degli errori, dai quali si spera di imparare a non ripeterli. La prima volta è un errore, ma la seconda volta diventa una scelta. Si dice che in ogni persona ci sono due lupi; uno buono ed uno cattivo. Da noi dipende quale di loro alimenteremo. Perché lui ci accompagnerà per tutta la vita. Pertanto, facciamo la nostra scelta in modo accurato.

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sab

14

nov

2015

Nebbia

Oggi è un sabato. In apparenza come tutti gli altri. Dopo una settimana di lavoro più o meno duro, si riposa. Il sabato mi alzo tardi, verso le dieci. Così recupero il sonno insufficiente dei giorni precedenti. Le trasmissioni televisive finiscono tardi e si alza relativamente presto. Stamattina, quando ho alzato le tapparelle, è comparsa la nebbia, quella milanese. I giorni precedenti erano soleggianti e molto caldi, per un autunno già avanzato. Con la nebbia è arrivato anche il freddo, più per l’umidità che per la temperatura bassa. Mi sembra che questa foschia sia qui a posta. Provoca una certa tristezza nell’anima. Come se fossi anche la natura partecipa al dolore. Accendo il televisore. Faccio lo zapping tra i vari canali. Ci sono dei fatti nuovi, ma la sostanza è quella che ho visto la sera precedente.

 

Dopo la cena ho visto per un quarto d’ora la partita. La nostra nazionale è partita forte, subito un gol e tante azioni pericolose. Non sembrava una partita amichevole. Si correva, l’impegno da entrambe le parti era notevole. Dopo una decina di minuti il Belgio pareggia. Un uomo rimasto solo nella nostra area di rigore. Ma si può? Dov’è la nostra difesa di una volta? I miei familiari non sono amanti di calcio. Perciò si cambia il canale. E venerdì è c’è Crozza. A volte è fantastico, ma ci sono anche le puntate fiacche. Quella dio ieri era una di queste. Pochi momenti brillanti e il resto mediocre. So che non è facile tenere il livello alta. La trasmissione sta per finire è Crozza annuncia la trasmissione che segue, quella di Mentana, con la voce sua. Forse il personaggio meglio riuscito.

 

Ed ecco il protagonista in primo piano. Di norma non guardo questa maratona, ma si capisce già dalla prima inquadratura che c’è qualcosa di particolare. Ci sono degli attacchi terroristici a Parigi. Tanti. All’inizio il numero non era meglio definito. Ero già in piedi, fumano una sigaretta e pronto ad andare nel mio studio. Mi siedo di nuovo sul divano. Scorrono le immagini e le notizie in sottoimpressione. Tutto molto confuso, ma dai numero dei morti è chiaro che è una cosa molto grave. Non sapevo nemmeno che anche la c’è una partita amichevole. Abbastanza di lusso: Francia contro Germania. E pare che tutto abbia avuto inizio là. Alcune esplosioni si sono sentite ma non hanno fermato la partita. Ma il presidente francese, che era presente allo spettacolo, è stato subito evacuato.

 

Seguono altre notizie. Ci sono spari in alcuni ristoranti e bar. C’è un teatro dove si tiene un concerto di un gruppo rock americano; vecchietti provenienti da California. I terroristi sono entrati dentro ed hanno preso gli ostaggi. Le trasmissioni che seguono l’evento si appoggiano più sui social media che sui propri inviati. C’è un appello di uno che si trova all’interno del teatro: "ci stanno ammazzando uno per uno. Fatte l’irruzione prima possibile, se non siamo tutti morti". Una testimonianza agghiacciante. Verso le due di mattina sembra tutto finito. Le forze d’ordine hanno attaccato il teatro e liberato gli ostaggi, quelli rimasti in vita. Il numero delle vittime supera 100.

 

Hanno iniziato già ieri notte ad analizzare la situazione: perché, come e cosa occorre fare. Stamattina, visto che i fatti nuovi sono pochi, l’argomento principale è questo. Come reagire? Sembra già tutto visto. Una ripetizione delle cose dette dopo l’attentato a Chalie Hebdo. Non hanno portato a niente. Ho forse no? Hanno portato a questo nuovo attacco. Ci sono anche i nomi illustri che partecipano alle discussioni, per esempio D’Alema. Ma quelli di sinistra non sono contrari alle guerre, agli interventi militari? L’occhio per l’occhio non era nel Vecchio Testamento. Dopo è stato ribaltato nel Nuovo. Vogliamo mandare i soldati in una nuova missione di "pace". C’è rabbia, c’è angoscia, capisco le emozioni bollenti, ma... C’è uno, non so come si chiama, ma non è un politico, più lucido. Spiega che l’occidente indirettamente aiuta direttamente questi macellai che ci vogliono cancellare dalla faccia della Terra. Compra il petrolio che lo stato terroristico vende sotto banco, commercia con le opere d’arte rubate e paga le cifre altissime per farle possedere a qualcuno che ci tiene di più rispetto alle vite umane che saranno spente con i soldi dati in cambio. E sì, la situazione è molto nebbiosa.

 

 

E’ arrivato il pomeriggio. Dopo il pranzo ho continuato a guardare le notizie, ma alla fine non c’è la facevo più. L’acqua è arrivata fino alla gola. Ho accesso il mio elaboratore e barcollando mi sono trovato su http://www.prxwebmaster.blogspot.it/ questa meraviglia. Un blog come tanti altri, ma scritto in un modo piuttosto confuso. Non si capisce a cosa serve e per chi è scritto. In effetti da i consigli per portare più visitatori sul sito, ma a me non interessa. Il mio è qui per servirmi come un strizzacervelli, una specie di scaricamento dell’emozioni ondine, in modo virtuale. Nemmeno questo riesce a togliermi dalla testa tutte quelle vittime innocenti ammazzate per una ragione inspiegabile, in nome di un’entità superiore.

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ven

08

mag

2015

Storielle

La mia definizione di sicurezza: un posto in cui non devi leggere i giornali oppure guardare la televisione perché tanto sai che non succede mai niente di nuovo. 


Luna è bellissima. Non credo sia consapevole della sua bellezza. Si cura poco. Niente trucco. Niente vestiti alla moda. Il suo corpo e la sua mente vivono due esistenze separate. Di questo è consapevole. Alla sua mente non importa ciò che succede al corpo. Non sono sicura che il corpo sia felice per questo. La sorella è più giovane. Non di molto. Sa cosa vuole, e ancora di più che cosa non vuole. E' in stretto contatto con il suo corpo. Lei non si depila le gambe. Si trucca, si veste bene, ma non si depila le gambe. Ha partecipato a un programma televisivo in cui si parlava della depilazione. Tramite il corpo mostra la sua personalità. Non credo che i maschi approvano.


Vorresti fare la fotomodella? No! Perché? Non mi interessa. Hai il telefono? Sì. Puoi darmelo? No, mi serve. Sei sposata? Sì. Capisco, allora niente.


Eravamo seduti davanti al televisore, mia mamma, papà e io. A casa nostra, quella sera, c'erano anche altre persone. Guardavamo un film. Poliziesco. Avevo cinque, massimo sei anni. In una scena c'era un detective in piedi accanto al letto nella casa in cui è accaduto il crimine. Ci sono tracce dell'orgasmo, ha chiesto al poliziotto. Mamma, cos'è l'organismo, ho chiesto. E' quando dormi con qualcuno e provi una bella sensazione, ha risposto la mamma. Per anni, ho pensato di avere un orgasmo ogni volta che mi addormentavo nel suo letto mentre mi teneva la mano.


Non è ancora accaduto! Da trent'anni mi concentro ogni sera per addormentarmi e svegliarmi la mattina come una donna di colore! E tutte le mattine mi guardo allo specchio e sono bianca... Tutto è iniziato quando ero piccola... Come accade di solito. Avevo soltanto una bambola, si chiamava bambina nera. Era di gomma, aveva riccioli corti e neri, orecchini dorati ed era nuda. Come accade di solito in Africa. Almeno, nelle trasmissioni televisive della mia infanzia. Mi sembrava bellissimo: essere abbronzati e nudi, in una terra dove splende sempre il sole... Le mancavano alcune dita della mano ma non per questo era meno bella. All'epoca non sapevo niente della fame o della schiavitù, niente di ebola, e l'aids non c'era ancora. Poi a sette anni ho guardato Guess Who's Coming to Dinner? E fatto la seguente dichiarazione: mamma, sposerò un uomo nero. La mamma, che mi aveva regalato la bambola e mi spingeva a fare amicizia con una piccola Indiana nel quartiere dove abitavamo, ha detto: Non mi dire! Dieci anni fa, una mia amica di colore dal Canada, mi aveva confessato di non avere mai fatto sesso con uno nero. La sua mamma le ha detto di non parlare mai con quelli che sono più scuri di lei. Probabilmente si sveglia tutte le mattine correndo allo specchio per vedere se è diventata bianca. Sono sicura che da piccola aveva una bambola bianca. E così due donne matte tutte le mattine, in due continenti differenti, si svegliano e corrono a guardarsi allo specchio...


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mer

17

dic

2014

Passatempo

Volendo o meno, il tempo passa, ogni momento siamo un passo avanti, almeno cronologicamente. Per alcuni troppo lentamente, mentre gli altri considerano l'andamento troppo veloce: questo si chiama cognizione del tempo. Dipende da noi, dal nostro spirito con il quale viviamo il mondo che ci circonda. Perché il mondo corre, decisamente. La direzione e la destinazione sono sempre più chiare. Ad alcuni piacciono, gli altri detestano la meta verso la quale siamo diretti. Né uni, né altri possono fare niente per cambiare il destino, perché quello è deciso dalle forze più grandi rispetto a quelle che noi stessi possiamo mettere in campo. E non parlo di dio, del creatore che ci guida nella nostra strada.


Parlo semplicemente dalle forze sociali e mezzi di produzione che sono in gioco. Non sono assolutamente uno di sinistra, ma su questo aspetto trovo la filosofia di Marx perfetta; ha individuato le forze motrici dell'umanità, almeno quelle che sono indirettamente esterne all'uomo. Se guardiamo all'interno di questa, su molti aspetti, straordinaria creatura, troveremo le sue motivazioni che lo mandano avanti. Partendo da quelle buone, come per esempio l'amore e voglia di riproduzione (dominante per la parte maschile della specie) e considerando quelle non considerate molto lusinghiere, come per esempio l'egoismo, corsa al denaro e la voglia del potere. Purtroppo, l'ultima categoria delle nostre caratteristiche è prevalente nello sviluppo della civiltà. 


Dai tempi più remoti c'era sempre qualcuno che era più potente fisicamente, più furbo oppure miglior oratore nel vendere il fumo, a convincere gli altri nelle cose più assurde, approfittando dalla loro ingenuità e ignoranza per raggiungere i suoi scopi: controllare gli altri, governarli. Perché sembra sia il più grande livello dell'aspirazione. Essere il numero uno porta con se tutte le cose materiali desiderate più quella sensazione fantastica che altri sono sottomessi al tuo volere e piacere. Messe insieme queste due componenti, sociologica e psicologica, siamo arrivati qui dove siamo. A me la situazione e la prospettiva non piacciono affatto. 


Il livello dell'istruzione della gente è un fattore importante nei processi sociali. A tale proposito, il secolo scorso ha segnato un bum spettacolare. Si è passati dall'analfabetismo naturale alle conoscenze elevate, ad una cultura generale molto diffusa nei popoli. Era una delle ragioni che ha permesso lo sviluppo tecnologico pazzesco. Apertura delle scuole, università, varie specializzazioni hanno generato la classe che in mezzo secolo ha fatto più innovazioni che in tutta l'esistenza precedente della nostra razza. I mezzi di trasporto per tutto, gli elettrodomestici che ci risparmiano tempo e alla fine la rete globale. Non si deve più alzare alle 4 di mattina ed andare ad arare nei campi sperando che le condizioni climatiche non rovinino il raccolto.


Ma la mia sensazione che è in corso un trend opposto. Abbiamo a disposizione più tempo libero rispetto a prima, ma sembra che ultimamente vogliono ridurcelo. Anziché abbassare le ore lavorative e dare lavoro a più persone, si aumentano e si fanno più straordinari, perché abbiamo bisogno dei soldi: lo standard è arrivato al suo picco massimo e adesso sta calando. E nel passatempo cosa stiamo facendo? Siamo attaccati ai nostri telefonini e tablet e collegati con vari social network che ci danno una sensazione di far parte di un gruppo globale, ma in effetti ogni giorno siamo più soli, isolati, con quelli aggeggi elettronici che sono uno surrogato della vita. Tutto è diventato virtuale. 


La gente torna ad essere ignorante perché del mondo reale circostante ne sa poco e sembrerebbe che a qualcuno questo conviene. La comunicazione, lo scambio delle idee e delle esperienze, non esistono più. Al tavolo del bar 4 amici sono seduti con le proprie birre ed ognuno concentrato sul proprio telefonino, comunicando in modo virtuale con altri, non presenti. Che sa come mai e perché?


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mer

02

lug

2014

Forexate

Nei giorni di oggi sembra che l'unico scopo della vita è trovare un qualsiasi modo per racimolare i soldi. Sì, è vero, c'è la crisi ed una certa fascia della popolazione la sente moltissimo e ne ha seriamente bisogno della liquidità; per la sopravvivenza, perché bisogna mangiare e pagare le bollette. Ma io qui penso a quell'altra fascia, che sente un po' decadenza della società, ma tutto sommato non hanno difficoltà esistenziali. Quelli che semplicemente vorrebbero qualcosa di più dalla vita, un vestito più elegante, una nuova macchina sportiva dei loro sogni, intraprendere un viaggio esotico. Cioè molte cose che non rappresentano per forza la felicità ma sono diventate un simbolo verso il quale andiamo anche noi, spesso imposto dalle pubblicità che ci circondano e che ci spingono a fare quello che a loro produce un maggiore oppure un ulteriore profitto.

 

Da anni questo sogno di diventare ricchi, o almeno benestanti, e ulteriormente annaffiato dalla presenza della rete globale. Ci sono molteplici storie sulle persone che si sono arricchite grazie a Internet. Spesso nelle nostre caselle postali elettroniche troviamo una marea di lettere che ci offrono un facile guadagno, un 883 euro alla settimana per un impegno di 3-4 ore al giorno. Allettante, ma poco veritiero. Si scopre subito che devi investire qualche soldino per comprare un libro elettronico o per iscriverti in qualche albo telematico, e qualcuno ha guadagnato. Dopo ci sono altri modi, giocare online nella case da gioco, oppure investire in borsa da casa propria. Non sono i modi nuovi per guadagnare (oppure perdere, perché si tratta di attività a rischio), ma unico vantaggio è che non devi uscire da casa. Lo vedo più come svantaggio, dal punto di vista sociale; non puoi incontrare le persone nuove, anche se quelli online ti assicurano anche possibilità di chattare con altri utenti mentre spingi un bottone di una slot oppure compri oro in una borsa online.

 

Ultimamente sono venuto a conoscenza di uno che si ha fatto un bel gruzzolo online. Un collega d'ufficio ha creato un sito che spiega forex ai principianti, offrendo delle informazioni di base su che cosa si tratta, come si commercia, ecc. Tra parentesi, per qualcuno che forse non ha sentito parlare dell'argomento, il forex è il mercato online dove si comprano e vendono le valute, ma anche le merci (tipo oro, argento e petrolio), sperando che il prezzo va nelle direzione giusta, per poter ricomprare o rivendere il bene ottenendo un profitto. Lo slogan è quello solito dei mercanti: compri a basso prezzo e rivendi ad uno più alto. Lui ha dei banner pubblicitari che portano ai sui sponsor, quelli che effettivamente offrono il servizio forex al cliente. Quando un suo visitatore clicca su banner e dopo apre account ed inizia a trafficare, lui per ogni operazione prende una percentuale sullo spread del broker, che guadagna sempre, non importa se il cliente ha avuto un profitto oppure una perdita.

 

Mi ha confessato questo una sera dopo ufficio, dopo la seconda birra. E' un signore sempre ben vestito, ma niente di specialmente apparente, che spesso viaggia. Visto che lavoriamo insieme e anche le nostre mogli hanno un impiego simile tra di loro, dovremmo avere un reddito simile, ma io certe cose non mi posso permettere proprio. E così gli ho chiesto come mai, e con quale mezzi (intendevo finanziari) viaggia così spesso e così lontano. E lui si è aperto, raccontandomi la storiella che vi ho già riferito. Io avevo in mente una rendita degli immobili, o roba di genere. Essendo un po' perplesso, mi sono spinto a fare delle domande ancora più indiscrete ed è uscito fuori che mediamente, grazie al forex guadagna qualche stipendio al mese extra. Ero ancora più incredulo e gli ho chiesto come mai va in giro in una macchina scassata, una Punto che ha oltre 15 anni. La risposta era, per stare lontano dagli occhi di quelli che indagano sulle tasse pagate. Ha senso, devo ammettere.

 

Gli ho chiesto se potrei entrare nell'affare anche io e lui si è offerto generosamente ad introdurmi nell'argomento. Bisogna avere un dominio, creare un sito e dopo pubblicizzarlo per ottenere i visitatori dai motori di ricerca; quelli sono ottimi perché cercano quello che tu offri e sono pronti a spendere. Ci ho pensato un attimino, ma la cosa mi sembrava troppo complicata. Ecco, ho avuto prova che certe cose sono vere, ma non avevo voglia e coraggio di spingermi nel buio per provare ad acchiappare la mia fetta di dolce.

 
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sab

24

mag

2014

La ganza

Le mille e una faccia della famosa parola toscana
Un caleidoscopio di significati, costumi, colori e suoni nascosti


Ganza è una parola diverso ganza. Abituati ad usarla per condividere il nostro  apprezzamento, essa nasconde una varietà di storie che attraversano continenti, epoche e popoli tra loro distantissimi. Come l'anello di un'invisibile catena, sembra unire questi luoghi passando di palo fresca. Se da noi nel medioevo poteva esser luogo di bisboccia, per gli amanti di lingua tedesca sembrava la ciliegia sulla torta della più dolce delle frasi, quasi a significare, invocando l'amata: "Oh, tutto, mio tutto!" Niente a che vedere con il caotico e roboante carnevale brasiliano dove oggi carro ha i suoi numerosi e variopinti suonatori di 'ganza', uno  strumento a percussione a metà tra il bastone della pioggia e le maracas. Sempre in Brasile, a causa della forma dello strumento, è il nome più in voga per definire l'uso di sostanze non proprio lecite.

Ma è in Asia e in Africa che la parola sembra avere le sue radici più profonde. Lungo il corso del Nilo risiede una sparuta etnia, composta da poco più di 3000 persone che dall'alba dei tempi parlano la 'Ganza', l'idioma che li identifica come popolo. In Europa, Ganza ha la sua radice profonda in 'gaz'. Oca, e cos' le favole di Mamma Oca sembrano avere origine dalle Ganza Chansons diffuse dai bardi medievali, che a volte ne favoleggiano le origini facendole risalire agli Hunza, popolo leggendario per la bellezza e la longevità della loro gente, e in particolare al loro padre ancestrale assiso sul Karakorum, Mir Gazan. E così, dal tetto del mondo torniamo in Toscana, dove oggi la Ganza è una ragazza bella e spigliata di cui infatuarsi, così bionda, leggera e frizzante… Ovviamente parliamo di un'ottima birra che si può trovare anche nei migliori supermercati e nei negozi dedicati a questo fantastico prodotto che da secoli rallegra le nostre anime.

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ven

18

apr

2014

Valle, monte ed alberi

Non so se lo fanno apposta oppure non ci arrivano proprio. Spesso mi viene l'idea che non possono essere stupidi, perché per arrivare ai certi traguardi un po' di cervello lo devi avere. Dopo capitano episodi che capisci che alcuni hanno una notevole mancanza della massa grigia ed anche i loro sensori non è che funzionano gran che. Pazzesco! Non ho ancora presentato quelli di cui parlo: le considerazioni sopra esposte si riferiscono ai nostri politici, a tutti i livelli. Quasi tutti hanno un punto in comune; sono molto bravi ad esprimersi linguisticamente e sono anche suggestivi. A volte sento uno e mi sembra che abbia ragione sull'argomento che tratta. Subito dopo sento l'altro, il suo antagonista, che esprime i concetti completamente diversi e mi convince anche questo. E io mi chiedo: sono scemo io o loro.

 

Entrambi, cioè tutti e tri, visto che loro sono rappresentati da due personaggi, nell'esempio ipotizzato. Ma peggio di loro sono io perché casco sulle apparenze. Non ascolto realmente quello che dicono, ma osservo più il modo come raccontano una certa faccenda o evento e questo in me provoca la simpatia verso il personaggio che porta con se l'accettazione delle sue verità. Ma non ci sono due verità opposte, o almeno non possono essere chiamate così. Ma loro non cercano la realtà, la fonte dei problemi; loro queste categorie costruiscono da soli, in linea con i loro attuali interessi. Se vedete lo stesso personaggio in più trasmissioni, ve ne accorgete che canta sempre la stessa canzone. Gli chiedono di fare un pezzo rock, lui inizia 2, 3 accordi in questo stile e dopo si sposta sul suo genere preferito, l'unico dove è un po' preparato (mica tanto bene). Il nostro problema sono immigranti, tuona uno. Finché ci sarà un solo italiano senza lavoro non può essere accettato nemmeno uno che vuole venire in trasferta. Non è che ha tutti i torti (e su questi fatti loro giocano fortemente), ma non è questa la ragione perché abbiamo le tasse così alte.

 

Più di uno ultimamente scheggia contro l'euro: è una moneta criminale!? Probabilmente pensa che abbia ammazzato qualcuno. Collega i fatti dei suicidi con l'oggetto di critica e gente trova un certo collegamento e lui sembra uno bravo ed intelligente. Ma la moneta in se può essere debole o forte, e con queste sue caratteristiche potrebbe essere gradita o meno. L'euro è troppo forte e questo non influisce gran' che bene sulle nostre importazioni, ma sulle importazioni sì. Ed anche gli tassi d'interesse sono bassi grazie alla forza dell'euro. Per essere intellettualmente onesti uno si pone anche la domanda come mai i tedeschi non soffrono ‘sta benedetta valuta? Loro vanno in fabbricato come noi, mangiano come noi e si ammalano nello stesso modo. E quando vanno a fare lo shopping usano le stesse monete come noi e sono contenti con la loro vita e con il loro governo. E cosa c'entra con l'euro l'enormità del nostro debito. Ci ricorderemo anche che espresso in lire non ci stava nella memoria di computer. Anche se è cresciuto ultimamente come un ragazzo prosperoso, non è di ieri che fa la notizia.

 

Quella gente si attacca ad un albero, se lo mette davanti e così non vede la foresta. Perché se la vedi, la foresta, la cosa sembra complicatissima e quelli si perdono e non riescono a far elaborare tutte le componenti presenti nella panoramica globale. Ma con un minimo di sforzo, e loro non hanno i mezzi per farlo, alla fine il fiume si stringe verso la propria fonte dove trovi l'inizio e la spiegazione di tutta quella acqua che vedi nella pianura e che si versa nel contenitore globale delle acque; il complesso degli oceani e dei mari. Ma senza la fonte (a monte) non ci sarebbero tutte quelle conseguenza (a valle). E se riesci a capire da dove parte e proviene, sei anche capace ad arginarlo per non farlo uscire dal letto. Ma se l'inondazione è in corso l'azione necessaria da compiere è molto più impegnativa.

 

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